Mostra unica ad Aquileia: rari frammenti del Vangelo di Marco provenienti da Venezia, Cividale e Praga si riuniranno temporaneamente dopo sette secoli

Mostra unica ad Aquileia
Dopo oltre 1.400 anni, la storia del Vangelo di Marco si ricompone per un breve periodo ad Aquileia. Una mostra straordinaria riunisce in un unico luogo due rari frammenti di manoscritto conservati a Praga e a Venezia, insieme al Codex Forojuliensis di Cividale del Friuli, che originariamente comprendeva anche il Vangelo di Marco. La mostra a Palazzo Meizlik è aperta al pubblico dal 13 settembre 2026 e proseguirà fino al 25 aprile 2027. Gli originali di Praga e di Cividale, tuttavia, saranno esposti solo per le prime sei settimane.
Il frammento di Praga è legato a Carlo IV, che lo ottenne ad Aquileia nel 1354. In occasione dell’attuale mostra, per la prima volta in assoluto ha lasciato il territorio della Repubblica Ceca. La parte veneziana è oggi conservata nel Tesoro della Basilica di San Marco. La mostra collega, per un periodo limitato, parti di un’unica straordinaria storia europea, i cui percorsi si erano separati secoli fa.
La mostra porta il titolo „Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo“.
Il Codex Forojuliensis originale è a Cividale
La storia inizia con il manoscritto noto come Codex Forojuliensis. Questo evangeliario fu redatto nel VI secolo e originariamente conteneva i quattro Vangeli: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Giunse ad Aquileia intorno alla metà del IX secolo e divenne un importante libro liturgico della Chiesa aquileiese.
Nel Medioevo, la parte contenente il Vangelo di Marco iniziò a essere direttamente associata a San Marco e venerata come una reliquia cristiana di eccezionale valore. Si riteneva che il manoscritto fosse direttamente legato all’evangelista Marco. Oggi sappiamo che risale al VI secolo, quindi a diversi secoli dalla morte di Marco.
Probabilmente tra il XII e il XIII secolo, il Vangelo di Marco fu separato dal resto del codice. Il Codex Forojuliensis originale è oggi conservato a Cividale del Friuli, mentre due parti del Vangelo di Marco, nel corso dei secoli successivi, giunsero a Praga e a Venezia.
Proprio le loro diverse vicende spiegano perché l’attuale mostra ad Aquileia sia così straordinaria.



Come una parte del manoscritto arrivò a Carlo IV e a Praga
Il frammento di Praga ha una storia documentata con precisione da fonti storiche.
Nel 1354 Carlo IV attraversò il Friuli durante il viaggio verso Roma per l’incoronazione imperiale. Il patriarca di Aquileia era allora Nicolò di Lussemburgo, fratellastro di Carlo.
Carlo IV chiese alcuni fogli del Vangelo di Marco per la cattedrale di San Vito a Praga. Nicolò di Lussemburgo gli donò una parte del prezioso manoscritto.
Un documento del 17 ottobre 1354 conferma che il patriarca, con il consenso del capitolo, donò a Carlo IV, re dei Romani e di Boemia, una parte del Vangelo di Marco indicata come Cim 1. Questo documento è oggi conservato nell’Archivio del Castello di Praga ed è parte dell’attuale mostra.


Il sigillo del patriarca di Aquileia, Niccolò di Lussemburgo, sul documento del 17 ottobre 1354, con cui conferma la donazione di una parte del Vangelo di Marco a Carlo IV. Archivio del Castello di Praga presso la Cancelleria del Presidente della Repubblica Ceca, Praga. © Eye-studio
Carlo IV donò poi i fogli ottenuti alla chiesa praghese dei santi Vito, Venceslao e Adalberto e stabilì le modalità di venerazione. Il documento conservato fu emesso a Feltre il 31 ottobre 1354 e reca anche il sigillo in cera del sovrano.
Il frammento divenne parte del tesoro di San Vito ed è oggi conservato a Praga. Ora ritorna ad Aquileia in un’occasione straordinaria e, al contempo, lascia per la prima volta il territorio della Repubblica Ceca.
Come un’altra parte arrivò a Venezia
Il secondo frammento del Vangelo di Marco intraprese un percorso del tutto diverso.
Nel 1420 la Repubblica di Venezia conquistò il territorio del Patriarcato di Aquileia. La Serenissima prese possesso di quanto restava del Vangelo di Marco e, il 24 giugno 1420, lo fece trasferire nella Basilica di San Marco. Per la città aveva un significato religioso e simbolico eccezionale.
San Marco è il patrono di Venezia e il suo leone alato è diventato il simbolo della città e dell’intera ex Repubblica di Venezia. Secondo la tradizione, le sue reliquie furono portate a Venezia da Alessandria nel IX secolo e la Basilica di San Marco divenne uno dei luoghi più importanti del suo culto.
Il frammento veneziano del Vangelo di Marco è oggi conservato nel Tesoro della Basilica di San Marco. Alla mostra di Aquileia è presentato nella sua teca-reliquiario e vi resterà per tutta la durata dell’esposizione.


Perché gli originali sono insieme solo per sei settimane
Per i visitatori che desiderano vedere i manoscritti originali, la data della visita è determinante.
I fogli di pergamena del frammento di Praga e del manoscritto di Cividale sono estremamente sensibili alla luce e alle radiazioni ultraviolette. Un’esposizione prolungata potrebbe danneggiarli.
Gli originali di Praga e di Cividale saranno quindi esposti ad Aquileia solo per le prime sei settimane. Successivamente saranno sostituiti da riproduzioni digitali ad alta risoluzione. La parte veneziana, custodita nella teca-reliquiario, resterà esposta fino alla conclusione della mostra nell’aprile 2027.
La mostra offre molto più dei manoscritti
L’esposizione a Palazzo Meizlik presenta anche la storia più ampia di San Marco, di Aquileia e dell’Europa.
I visitatori possono vedere otto formelle della Cattedra eburnea di San Marco di Grado, capolavoro del VII secolo. Sono state prestate ad Aquileia dalle collezioni del Castello Sforzesco di Milano e sono accompagnate da una ricostruzione virtuale del trono originale.
Un altro reperto è l’architrave della pergula realizzata dal patriarca Giovanni II tra l’806 e l’810 per la cappella di San Marco nella chiesa di Sant’Eufemia. La mostra presenta anche la capsella reliquiario dei martiri Canziani, oggetti storico-artistici e altri reperti legati alla storia di Aquileia e alla tradizione di San Marco.
La parte moderna dell’esposizione consente ai visitatori di sfogliare virtualmente i codici storici. Una sala immersiva presenta le trasformazioni del complesso basilicale di Aquileia nel corso di oltre mille anni.



Aquileia era uno dei crocevia d’Europa
Il luogo della mostra non è casuale. Aquileia, fondata dai Romani nel 181 a.C., nell’antichità era una delle città più importanti dell’Impero romano.
Dopo l’introduzione della libertà religiosa nel 313, divenne un importante centro di diffusione del cristianesimo verso l’Europa centrale e i Balcani. Nel Medioevo la sua importanza proseguì attraverso il Patriarcato di Aquileia.
L’Aquileia di oggi ha meno di tremila abitanti, ma la sua antica importanza è ricordata dalla vasta area archeologica, dai resti della città romana e, soprattutto, dalla celebre basilica.
La basilica e i mosaici paleocristiani

La basilica patriarcale di Aquileia è tra i monumenti più importanti del cristianesimo delle origini in Europa.
Una delle meraviglie della basilica si trova proprio sotto i piedi dei visitatori. Il vasto pavimento musivo dell’inizio del IV secolo è noto per la ricchezza di motivi animali, vegetali e simbolici.
L’area archeologica di Aquileia e la basilica patriarcale sono iscritte dal 1998 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
La visita alla mostra può quindi essere abbinata a quella della basilica, dei siti archeologici e di altri luoghi che ricordano l’epoca in cui l’odierna piccola Aquileia era uno dei centri più importanti d’Europa.



Aquileia si trova già oltre i confini del Veneto
Aquileia, amministrativamente, appartiene alla regione Friuli Venezia Giulia, quindi si trova già oltre i confini del Veneto. La sua storia, tuttavia, è strettamente legata a Venezia, a San Marco e a tutta l’area dell’Adriatico settentrionale.
L’attuale mostra intreccia le storie di Aquileia, Cividale del Friuli, Venezia e Praga, che si sono incrociate attorno al Vangelo di Marco in diversi periodi della storia europea.
Per i visitatori del Veneto, Aquileia può quindi essere una meta interessante per una gita, soprattutto durante le prime sei settimane della mostra, quando i rari originali saranno qui insieme in un unico luogo.
Informazioni pratiche
La mostra „Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo“ si tiene a Palazzo Meizlik, in Via Patriarca Popone 7, ad Aquileia.
È aperta al pubblico dal 13 settembre 2026 al 25 aprile 2027. Gli originali di Praga e Cividale saranno esposti durante le prime sei settimane.
Il biglietto intero costa 5 euro. Con l’acquisto online si applica un costo di prevendita di 1 euro. I visitatori con biglietto per il complesso basilicale e la Domus di Tito Macro possono, a determinate condizioni, acquistare l’ingresso alla mostra a 2 euro.
Bambini e ragazzi fino a 18 anni, giornalisti, guide turistiche, titolari di FVG Card e altri gruppi selezionati hanno l’ingresso gratuito.
A settembre Palazzo Meizlik è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00. L’orario di apertura nei mesi successivi varia a seconda della stagione.